La teoria della pratica

Ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo”, detta da Aristotele e perfetta per introdurre l’argomento.

Teoria e pratica sono necessari entrambi per imparare qualcosa di nuovo e per riuscire a farlo. Con la teoria fissiamo i nuovi concetti e con la pratica successiva facciamo si che ne diventiamo maestri. Più o meno è così e credo sia chiaro a tutti…in teoria.

In pratica invece siamo molto più bravi con la teoria che con la pratica. Siamo molto più bravi a diventare esperti in qualcosa che reali esecutori di quel qualcosa.

Non c’è argomento in cui non sappiamo dire la nostra, ma in pratica non ci abbiamo mai messo mano. E qui mi viene in mente un’altra frase dei sofisti che affermavano che colui che dice di saper fare, ma non fa, in realtà è come se non sapesse nulla.

Prova ad osservarti, anche tu, in teoria sai fare tante cose, ma in pratica no.

Tutti in teoria sappiamo come si batte un rigore alla finale dei mondiali, ma in pratica non lo sappiamo fare. Tutti dopo aver letto una ricetta di un cuoco pluristellato siamo teoricamente in grado di replicare la pietanza, in pratica in pochi ci riescono.

E chi ci riesce? Colui che ha più pratica alle spalle, colui che ha già fatto. Immagina appunto una scuola per chef, in cui si facesse moltissima teoria e quasi niente pratica. Cosa accadrebbe alla fine del percorso?

Tutti bravi in teoria, ma una carbonara decente non riesce a nessuno. Immagina il contrario. Tutta pratica e poca teoria. La carbonara esce di certo.

Ti piace fotografare e vai sui blog a leggere di fotografia anziché prendere la reflex ed andare a scattare. E’ solo un esempio, ma osservati e magari pensa a qualcosa che non sai fare bene.

Perché se non riesci in qualcosa, leggi, ti consigli, pensi, ma non pratichi?

La pratica ti da la possibilità di imparare facendo e di aggiustare costantemente il tiro per tendere alla perfezione.

Purtroppo siamo fatti così, badiamo più alla teoria e poco alla pratica, e questo rappresenta un enorme freno alla soluzione di problemi anche semplici. Siamo così pervasi dal desiderio di avere un riscontro teorico che non badiamo ai fatti. Difatti, come spiegava Hegel,  “quando la teoria non concorda con i fatti, tanto peggio per i fatti”.

Se in teoria sappiamo che una cosa è fatta in un certo modo, ma i fatti ci dimostrano che è sbagliato, facciamo difficoltà ad abbandonare il nostro sapere, e piuttosto che concederci la possibilità di cambiare il nostro punto di vista, percorriamo a testa bassa la strada che conosciamo e rimaniamo intrappolati dalle nostre teorie non arrivando mai a nulla.

Questione di cultura, questione di educazione, questione strana, perché per uscire da questo sistema fallato in cui si bada più alla conoscenza teorica a scapito della realtà, ci ho dovuto lavorare sopra. Arrivare ad avere un approccio costruttivista nel mio lavoro, mi ha permesso di accelerare vertiginosamente i piani d’azione per risolvere problematiche anche molto complesse.

Ma il mondo ragiona con una sua logica, attraverso dei paradigmi duri da scardinare, e questo, dal mio punto di vista è uno di quelli.

La voglia di sapere, il potere della conoscenza, il bello di conoscere le cose, l’arricchimento che prendiamo dallo studiare, se portati all’estremo, ci ingabbiano all’interno di un paradigma che da più potere alle teorie ritenute giuste che alle evidenze empiriche dei fatti.

Quindi per imparare bene a fare qualcosa, oltre a studiare, non scordarti di FARE FARE FARE e vedrai che ti riuscirà tutto ;)

Finisco con un’altra frase. Questa è di Yogi Berra (giocatore ed allenatore di baseball, nonché aforista statunitense) che a me piace tantissimo e centra perfettamente il senso: “in teoria, non c’è nessuna differenza tra teoria e pratica. Ma in pratica c’è”.

Lasciami un tuo commento se hai piacere, per me è importante.

M.C.