Il modo corretto per parlare con se stessi

La forza del dialogo interiore.

Siamo sicuramente d’accordo sul fatto che la motivazione è di fondamentale importanza per riuscire avere la carica necessaria a svolgere compiti apparentemente semplici o anche gesta eroiche.

La motivazione come abbondantemente ribadito sul blog, è il carburante che ci spinge a vedere oltre i problemi ed a superare le quotidiane avversità.

Aggiungo anche che la motivazione è anche preziosa, forse più dell’oro…ma ve lo sto dicendo a bassa voce per non passare per pazzo, perché alquanto pare è forse al primo posto dei ricercati. “Cercasi motivazione disperatamente” sembra il titolo della ricetta che la maggior parte delle persone agogna e non trova, se non dai guru dell’argomento.

Difatti le sale dei motivatori professionisti sono sempre gremite di folle oceaniche alla ricerca della formula magica per avere il carburante necessario alla propria vita.

Ed è questa è la fotografia della prima causa del fallimento personale, ovvero la deresponsabilizzazione. Non fraintendetemi, non vorrei passare per criticone, anzi, che ben vengano i motivatori, e son felice che le persone cerchino soluzioni, ma se ognuna di quelle persone che assiste allo spettacolo pirotecnico che gli anabolizza l’autostima cercasse la motivazione prima dentro di se anziché delegarne il compito esclusivamente, gli effetti sarebbero migliori per non dire certi.

Perché?

Perché quelli che poi traggono un reale vantaggio, non sono quelli che vanno agli show motivanti e sperano di trovare il santo graal della motivazione, ma quelli che hanno iniziato già a lavorare su se stessi cercando la loro motivazione intrinseca, magari con un Coach e vanno semplicemente alla ricerca di un booster da usare come ulteriore strumento per selciare la propria strada a tavoletta.

Come si sentiva Wottle all’inizio della gara? Cosa si sarà detto per riuscire ad andare oltre l’immaginabile?

Essere semplicemente motivati e non avere strumenti per affrontare un ostacolo, come ad esempio una trattativa di vendita, ci rende forti e speranzosi nei confronti di un risultato che non arriverà mai proprio perché non abbiamo le competenze per superare le difficoltà che possiamo incontrare. Un po’ come partire in guerra motivatissimi e fiduciosi che la nostra fionda batterà il nemico che ha il carro armato. Non hai gli strumenti e la sola motivazione ti sbatterà in faccia una realtà dura.

La motivazione interna parte anche dal dialogo che abbiamo con noi stessi come già accennato.

Domande giuste, risposte efficaci.

Prova a rispondere a queste domande: Cosa ti dici per motivarti? Sono parole che ti potenziano o ti succhiano energia? Quali emozioni avverti appena ti svegli? Sono belle o brutte? E cosa ti dici in relazione ad esse?

Normalmente al risveglio, la maggior parte delle persone ha poca motivazione nei confronti degli impegni che deve affrontare nella giornata. Questa mancanza di motivazione, mista ad emozioni negative come pigrizia, voglia di rimandare, paura, bassa energia, sono molto comuni e tendono di solito a superare in quantità i momenti di benessere.

A causa di questo stato ripetuto, le persone si scoraggiano e si rassegnano decidendo che è meglio ambientarsi nella propria zona di comfort, piuttosto che cercare di fare di più e meglio per essere felici. D’altronde il caro e depotenziante quanto inutile detto “chi si accontenta gode” alberga nella testa di chiunque fin da tenerissima età.

Ma siccome l’uomo è un animale nato per fare, per ricercare, per vincere, per volere di più, per essere FELICE ad ogni costo, rassegnarsi non fa per lui. Ed ecco che si deprime nella condizione di “accontentarsi”, e ricorre ad abbeverarsi alle citate fonti di motivazione.

Una sorta di dipendenza scelta e non molto dissimile da quelle che ci fornisce la nostra autorevole, paterna e umanissima società. Pensa agli spot delle aziende di scommesse ed alla frase finale che recita: “gioca responsabilmente”. Un po’ come dire cerca di sparati ad un dito e non in testa…vabbè meglio che mi fermo qui, altrimenti divago.

Comunque il concetto è che se si ricorrere alla motivazione esterna, senza aver capito i paradigmi che quotidianamente ci tengono bloccati e non ci consentono di evolvere, è inefficace e crea dipendenza.

Come hai risposto alle domande fatte sopra? Imparare ad avere un dialogo interno rinforzante, ci aiuta notevolmente ad essere maggiormente efficaci, efficienti e motivati.

Imparare a padroneggiare l’arte del porsi domande ad esempio, ci aiuta ad avere le giuste risposte. Se anziché chiederci se una cosa può essere fatta o meno ci chiedessimo subito come può essere fatta, andremmo immediatamente alla ricerca delle risposte utili. Già imparare a porsi questa semplice domanda cambia tutto. Prova e vedrai.

Il nostro inconscio lavora per input. Quello che gli chiediamo lui cerca, e quello che cerchiamo troviamo.

Le parole depotenzianti ci tengono bloccati, le parole incentivanti ci spronano, e le domande giuste ci aprono alle risorse necessarie.

Se diciamo costantemente di essere annoiati, lo diventeremo. Se ci ripetiamo in continuazione che quella cosa non ci riusciremo mai a farla, stai certo che non la faremo mai, proprio perché ce la stiamo impedendo noi.

Strano? No, semplicemente fisiologico. Siamo fatti così, tutti.

Pensa anche che oltre al dialogo che riserviamo a noi stessi, quello che leggiamo, le persone che frequentiamo, i posti in cui viviamo, costruiranno quelli che saremo nell’immediato futuro. Noi diventeremo la somma di questi quattro aspetti. Pensa che grossa responsabilità hai nei tuoi confronti.

Come diceva Henry Ford, “Sia che tu pensi di poter fare una cosa, o di non poterla fare, comunque avrai ragione”.

A te la scelta.

P.S. ti consiglio vivamente di leggere “Le parole sono finestre (oppure muri)” di Marshall B. Rosenberg, un manuale di comunicazione non violenta utile a migliorare il dialogo con noi stessi e con gli altri.