Come aumentare la propria autostima sconfiggendo la sindrome dell’impostore

Il paradosso della sindrome dell’impostore

Anche tu ce l’hai o l’hai avuta. Dico così perché pare che il 70% delle persone ne è affetta, o ne è stata, secondo la Dott.sa Pauline Rose Clance. Si chiama “sindrome dell’impostore”.

E si, mi hai capito, ma non adirarti, non è che sei un impostore, è solo che molto probabilmente anche tu hai ottenuto successi che per qualche motivo, pensi di non meritare.

Ha a che fare con la percezione che abbiamo di noi stessi, ovvero la nostra autostima.

Magari abbiamo centrato un obiettivo voluto da tempo e sudato per ottenerlo, ma continuiamo a dire cose tipo “è solo fortuna”, oppure ci sminuiamo o sminuiamo quanto fatto, asserendo che tanto sarebbero capaci tutti.

E’ come se ci sentissimo degli impostori nel ricevere i complimenti o usufruire dei vantaggi dell’obiettivo raggiunto.

Possiamo posizionare questa sindrome all’opposto di quella descritta nell’articolo scorso “Ecco perché gli stupidi parlano troppo”, basato sull’effetto Dunning-Kruger.

Questa sindrome ti può colpire anche in quelle situazioni animate in cui dovresti tirar fuori… il tuo valore, ed invece fai fatica, annaspi, non dici tutto quello che pensi perché ti sottovaluti non ritenendoti all’altezza.

L’ho chiamata paradosso, proprio perché sono le persone che meritano stima e riconoscimenti a soffrirne, mentre il reale impostore, tipo il falso medico che pratica cure, non ne soffre affatto, proprio in virtù del fatto che non ha fatto nulla per diventare medico. Deve prima diventare medico, poi potrebbe cadere nella trappola della sindrome.

Succede a tutti o solo a me?

Capita a qualsiasi tipo di persona, anche quelle che, nel nostro immaginario, riterremmo fuori in virtù delle loro innate capacità. Attori come Meryl Streep, Denzel Washington, o geni come Leonardo Da Vinci che affermava di aver offeso Dio e l’umanità con la scarsezza del suo lavoro.

In generale le persone che cadono vittima di questa sindrome, sono:

  • Quelle con un alto senso di autocritica. Ovvero quelle che si lamentano appunto del non essere all’altezza di quello che fanno o che comunque cercano sempre la piccola lacuna all’interno di un’opera meravigliosa.
  • Quelle che non amano mettersi in mostra per attitudine personale.
  • Quelle che vivono in maniera esagerata il senso del dovere.
  • Quelli che non vogliono deludere le aspettative che credono che gli altri nutrano nei suoi confronti. (Rifletti su questa cosa).

In tutto questo, le donne ne soffrono più degli uomini per via di una società tendenzialmente ancora uomo centrata, in cui le donne fanno maggior fatica ad affermarsi ad esempio nel mondo del lavoro.

Devi sapere che, questo autosabotaggio che pratichi inconsciamente, nel lungo periodo è dannoso per la tua riuscita nella vita, proprio perché va a minare quelli che sono i tuoi punti forti, quelli che fanno di te una persona eccezionale, unica ed irripetibile.

Cosa puoi fare se pensi di essere affetto da questa sindrome?

Se fai parte di quella grossa percentuale di persone che sono vittime di questo che io definisco un vero e proprio autoinganno della nostra mente, puoi adottare una serie di piccoli accorgimenti che ti aiutano dapprima a combattere gli effetti di questa sindrome e con il tempo a cancellarli definitivamente in virtù di queste acquisizioni.

Ecco cosa fare:

  1. Parlarne con altre persone e ti renderai conto che non sei il solo. Come hai letto dai dati, la percentuale di chi ne è affetto, è intorno al 70%. Condividere aiuta.
  2. Ripercorri mentalmente la tua storia cercando di porre l’accento su tutte le fatiche che hai passato per poter arrivare dove sei. La nostra mente per attitudine, tende a farci dimenticare le sofferenze, ma in alcuni casi, come questo, possono esserci di aiuto.
  3. Evita di rispondere ai complimenti che ti fanno, con frasi di circostanza tipo: “è stata solo fortuna”, “non so proprio come ci sono riuscito”, “non credo di meritarlo”, ma accettali e ringrazia con un bel sorriso.
  4. Mentre sei in una fase in cui la tua autostima è più profonda della radice di un albero, focalizzati sui tuoi successi guadagnati con la fatica, e sforzati di pensare che questa tua condizione, è temporanea.
  5. Se tutto questo non è ancora sufficiente, scrivi un libricino e racconta la tua storia scrivendo in prima persona. Scrivi tutte le fatiche fatte, i fallimenti subiti, i momenti in cui avresti voluto mollare, tutte quelle volte in cui ti hanno detto “lascia stare, non è per te”, ed invece, nonostante tutto, sei andato avanti come un treno e ce l’hai fatta. Conserva il racconto e rileggilo ogni volta che è necessario, ti assicuro che è uno strumento potentissimo.

Se questo non fosse sufficiente, puoi tranquillamente contattarmi cliccando qui, e prenotare la tua sessione gratuita. Avremo modo di conoscerci e di capire meglio cosa ed in che modo il coaching può esserti di aiuto nella vita.

Massimiliano Cilli